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HISTÓRIA(DO LIVRO "OS CARLISTAS E A IMIGRAÇÃO ITALIANA NO RS, PG9/10).

"NA PARTILHA DO SOLO RIOGRANDENSE FOI A COLONIZAÇÃO ITALIANA A MENOS AFORTUNADA, PORQUE ENCONTROU JÁ OCUPADAS AS MELHORES TERRAS DE CULTURA. RESERVOU-LHE O DESTINO A POSSE DA REGIÃO ASPÉRRIMA DAS ALTITUDES, AO NORTE DO ESTADO E DAS COLONIAS ALEMÃS, ONDE UMA NATUREZA MONTUOSA E SELVÁTICA PROFUNDAMENTE ROCHOSA, CORTADA DE VALES APERTADOS E DE CORRENTES IMPETUOSAS, HABITADA DE SILVICOLAS NÔMADES, DEVIA SER O MAJESTOSO CENÁRIO DA RAÇA FORTE DOS POVOS POVOADORES.DISTANCIADOS DOS CENTROS URBANOS E SEM VIAS DE COMUNICAÇÃO, FRANCAS E DIRETAS, QUASE INSULADOS NO SERTÃO BRAVIO, TAIS FORAM OS LARGOS ANOS QUE ATRAVESSARAM ELES EM LUTA PERTINAZ COM A 'SELVA SELVAGEM" DESBRAVANDO A FERRO E FOGO A FLORESTA, ABRINDO PICADAS, AFUGENTANDO O GENTIO, PERSEGUINDO AS FERAS. DURANTE ESSE PERÍODO A PRODUÇÃO ERA RUDIMENTAR E DIFICIL, OS TRANSPORTES PRECÁRIOS E MOROSOS. VIVIAM AS COLONIAS ESQUECIDAS E DESPROTEGIDAS DOS GOVERNOS DA ÉPOCA".

ESTA PARTE DO LIVRO "A LONGA VIAGEM" DO PADRE REDOVINO RIZZARDO EXPLICA O PORQUE DOS IRMÃOS SEGANFREDO DESISTIMULAR A VINDA DO LUIGI PARA O BRASIL. PRATICAMENTE ATÉ 1930 ESTE FOI O CENÁRIO DOS NOSSOS ANTEPASSADOS SEGANFREDO EM NOVA BASSANO, NOVA PRATA E AO ENTORNO.ASSIM CONTAVA MINHA AVÓ, CATARINA .

ASSIM COMO OS OUTROS IMIGRANTES ITALIANOS OS SEGANFREDO TIVERAM A CORAGEM DE TRABALHAR NESTES LUGARES INÓSPITOS E CONTRUIR CIDADES. CANTAVAM UMA ESPECIE DE "HINO" DOS IMIGRANTES VICENTINOS:

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Storia (Dal libro " I Carlisti e l'immigrazione italiana nel Rio Grande do Sul, Pag.9-10).

"All'inizio della coltivazione della terra riograndense, la colonizzazione italiana fu la meno fortunata perchè incontrò già occupati i terreni migliori. Le furono riservate le terre a più grande altitudine a nord dello stato e delle colonie tedesche. La natura era montuosa e selvatica con molte parti rocciose, attraversata da valli aperte e da fiumi impetuosi, abitata da nomadi selvaggi. Si aprivano scenari maestosi ai popoli colonizzatori. Erano distanti dai centri urbani e senza vie di comunicazione libere e dirette, quasi isolati nel SERTÃO BRAVIO, tagliati fuori per molti anni dovevano attraversare la "selva selvaggia" per raggiungere le loro terre. Mettevano a ferro e fuoco la foresta, aprendo , aprendo PICADAS, AFUGENTANDO O GENTIO, PERSEGUINDO AS FERAS. Durante questo periodo la produzione era rudimentale e difficile, i trasporti precari e MOROSOS. Vivevano nelle colonie da soli e non protetti dal governo dell'epoca".

Questa parte del libro "A LONGA VIAGEM" del Padre Redovino Rizzardo spiega perchè i fratelli Seganfredo sconsigliarono la partenza di Luigi per il Brasile. Praticamente fino al 1930 questo fu lo scenario che si presentava agli antenati Seganfredo che si trovavano a Nova Bassano, Nova Prata e dintorni. Questo mi raccontava la nonna Catarina.

Assieme agli altri immigrati italiani, i Seganfredo avevano il coraggio di lavorare in questi luoghi inospitali costruendo nuove città. Cantano una specie di "Inno" degli immigranti vicentini:

      DAL'ITALIA


DAL'ITALIA NOI SIAMO PARTITI, SIAMO PARTITI COL NOSTRO ONORE TRENTASEI GIORNI DE MACCHINA A VAPORE E IN AMÉRICA NOI SIAMO ARRIVAI!

aL"AMERICA NOI SIAMO ARRIVATTI NO ABBIAMO TROVATO NÉ PAGLIA NÉ FENO ABBIAMO DORMITO SUL NUDO TERRENO COME LE BESTIE ABIAMO RIPOSÁ.

l'AMERICA LÉ LUNGA E LÉ LARGA L'E FORMATA DI MONTI E DI PIANI, E CO LA INDUSTRIA DE NOI ALTRI ITALIANI ABBIAMO FONDATTO PAESI E CITTÁ!

REFRÃO (ritornello):

'MERICA, 'MERICA, 'MERICA, COZA SARALLA STÁ 'MERICA? 'MERICA, 'MERICA, 'MERICA UN'BEL MASSOLINO DI FIOR!

I nostri antenati cantavano insieme nelle loro colonie e quando si riunivano nelle città della Serra Gaucha per celebrare gli anniversari dell'immigrazione italiana e nelle feste dell'uva, del vino e dello champagne....


Sora li descendenti de imigranti italiani-inclusive la famiglia Seganfredo. -Ho observato che quase tutti solamente parlano de lê cosse buone. Ex. se domando a uma cuggina che oggi sono Doutora :”ti ricordi quando dormivano su li “paggioni de scartosso”? Di quando facciavamo il pan nelli” forni de barro? “- NO mi risponde! Si domando a uma cuggina piu vecchia, come la Gema. Mama della della RENÊ, la dicce: “si, etc...etc...etc... e la parla de come vivevano, di cossa há sucesso a loro.

Perche? Per alcuno de noi questo sono uma “vergonha” Migliore smenticarse.”! Altro ex. que “remete” al passato: Uma cuggina che oggi sono “Doutora in Educação” quando piccola há parlato in scuola “ invece” e no “ AO INVES”...Le altre etnie ridano....lei piangge tutta la matina! Sono cosse picole, ma pare che hanno ancora ferite aperte....

-Mai si vede um “descendente” di imigranti italiani andare su la tv e parlare della so stória, parlare malle della Itália, o dire:” noi siamo venutti perche nella nostra Pátria´ morrivano da fame, da malatie, la nostra Pátria mi há sbandonato”... Li piace, invece farsi da heroe” Mai parlará di questo....a meno che sai um pesquizatore.., o “historiador”...

LI MOTIVI: Lá veritá! Siamo tutti venutti in bastimenti nella “terça classe” insieme a béstie, morrivano molti tella “travessia” anche trati al maré ancora vivi! Venivano per sustituire li schiavi! NO volesto sustituire li schiavi siamo trati in mezo ai monti, da soli! Bene, Grazie a Dio! Qui sono stati a Minas Gerais e anche uma parte in aziende a São Paulo , Espírito Santo , molti ancora vivano Soto li padroni. Li italiani che sono stati tella cita da São Paulo sono “diferenti” delli gauchi, perche sono andati a lavore in industrie, dopo havevano il movimento Anarquista que li “protegia” Da pocco a pocco sono diventati anche loro padroni de se. -Sono stato “surpresa “ da leggere su na pg del Zio Lino “E morto perche há bevesto veleno” Te puó credere che nessuno della sua famiglia scrivará la storia de Lino. Mio papá mi há contato che loro “hanno perduto la raggione” forze per vederse in mezzo a lá foresta , co na gran famiglia e tocare a aprire la foresta co lê loro mano per mantere la famiglia....Pora anima, che sbaglio no pensare che lui stavano amalato”!

-quando io dicco que sono Anarquista sono um squerzo, questo no existe piu qui....

-Dopo della “imigração” é stato la “migração”. Cercare nuove “terre”. Li figli delli imigranti havevano la sua famiglia e la terra sono stata pocca per tutti. Nella casa della nona Catina haveva um tempo che habitavano in 22 tra “ “adultos” e bambini. Vi ho contato che il papá e li zii tagliavano li “pini”-araucarias” per guadagnhare soldi per comprare altre terre. Il mio papá co 15 anni belche facevano questo. La área de “pini” erano de proprietá de uma famiglia de tedeschi” che chiamavano : Likiens” una cossa cozi” . Altri sono andati a Santa Catarina, come lê zie maridate co Dalla Costa. La diferença da Ciriaco e David Canabarro, -que alora si chiamava 35 - co Santa Catarina é che a Santa Catarina sono tratti in mezzo ai monti. Compravano terre senza andare vederle.......Adesso stano molto bene, hanno industrie, quili che sono contadini lavorano “com assitencia técnica de Primeiro Mundo”, criano maiali, lavorano co late, polli, tutto dopo vano a “exportação”.

La mia sorella anche  lei sono andata al Paraná nel inicio, haveva 23 anni...se puo dire che erano  come da 100 ani indietro. Mi há contato che chierano piantazzione di café lá-adesso no, perche no é terre  apropriate per questa cultura- Lei erano profesoressa, il suo marito contadino. La gente- venita da Minas Gerais-caboclos- morrivano tanti bambini, me há mostrato um cemitero dove havevano  tate tombe da bambini, ma  sepulite “in cova rasa”- o sai, nella terra. Lei  há passato  molta paura, ma infati, haveva um”altra  condizione da vita....   

-Solamente adesso a partire della “terça geração” de imigranti há cambiato la situacione. Vedi! Tutti habbiamo studiato, tra lê nostre famiglie hanno médici, advogati, agronomi, profesoresse, qui hanno “escritórios de contabilidade” come li Seganfredi de Serafina e de David Canabarro, etc impiegati da banqui statale come Henrique.....ma la famiglia da Henrique sono uma delle poque che no há passato male, se anche il suo papá sono morto giovane..

-Li nostri nipoti ridano quando se parla della nostra stória” Que buono questo, podere ridere de cossa há passato!

LI NERI

-Li Néri considerano tutti i bianchi “responsáveis” pela sua schiavitu” No fanno distincione dentre li primi colonizatori e noi” Ma la storia no la sono cossi”

-Li Judei

Li Judei vanno a la TV, contano la so storia, dicceno “- La mia famiglia sono uccidata “nella “câmara de gás”, sono tutti morti, io sono scapato, sono venuto qui, paese buono, sono questo, sono quelo....Tutti bene da vita, loro se aiutano.Ma anche sono politiche per farse veder bene, perche li judei no sono próprio “um fior”.

Li árabi anche se manifestano come vitime, dicce che quelli che facciano li “atos terroristas” sono mia “Islamiqui”. Qui su la frontiera co Paraguai e Argentina che una gran colônia árabe, anche a Foz de Iguaçu e nel Paraguai.Come li judei, se aiutano! Come il Brasil é molto grande neanche se vede se che “persone Ilegal” nel paese, é facile adentrare nel Brasil li dal Paraguai a Foz de Iguaçu.

-Li “indii”

-Li “indii della amazônia sono “diferente” da queli del RS”-qui se li chiamano “bugres” perche quando se nascondevano te lê foreste faccevano ;bu....bu....bu....per far paura alli “invasori”. Dopo tati anni delle Missões Jesuíticas que sono destrute si há tornato quase mendiqui, se anche si sono lê reserve per loro.

Tutti loro, sia  in mezzo lê foreste ,o  questi  quei sono stati sfacelati , ancora sono de una o de altra maniera.   Pocco a pocco “sendo “ destruti” Quili che erano li padroni de tutta la terra sono “TUTELADOS DO ESTADO’-VUOLE DIRE CHE NO SE COMANDANO, se bene che il governo  “fá che li protege”, ma há tanti interessi nella Amazônia, multi stranieri viene, se fá de amicci da loro, ma li vole il oro, li “diamanti” e altri mineri che ché  lá  a Roraima, Rondônia, e tutta  la Amazônia. Anche qui in RS  habbiamo tante “pedras preciosas” che molti italiani che li viene comprare, come no se sá il valor exato de queste  pagano pocco imposto, li padroni delle mine se tornano ricci... 

No sapiamo cossa sucederá a lori, se bene che il nostro Exercito-li arme”- hanno “incorporato” nella amazônia come soldati li propri “inddi” per defendere il suo território. Parlano in português e in sua “lengua própria”.

ITALIANI NELLA ARGENTINA

Nella Argentina che piu descendenti de italiani che nel Brasil, ma no se sente uno argentino parlare “ Li miei noni sono venuto de tal e tal luogho d”iItalia”, Loro dicce_” Noi siamo argentini” !Perche? La no cherano schiavitu, sono andati a lavorare in costrucione de “ferrovias” , habitazzione, etc... Tra il Brasil e la Argentina che uma “rivalidade” desde li tempi del impero português/espanhol, li há fatto molte baruffe per la terra. Ancora adesso qui se dicce “_tutto che há de malo viene della Argentina”, baruffano tel calccio, etc... ma adesso sono piu “per ridere” de que da vero....ma li nostri governi sono sempre a “disputar” a liderança” tra de loro.

Bene, “PODERIA” spiegare um pó sora li zingari e laltre etnie, ma questo é solamente um “ensaio”

Vorria che me dicca de hai capito?

Ana Maria Seganfreddo